Il porto di Taranto fra Yilport e Cosco.
Strategie e nuove opportunità.

Il 2019 si è rivelato un anno di svolta per la logistica del molo polisettoriale del porto di Taranto.

Dopo 4 anni dalla messa in liquidazione del Terminal container di Taranto (Tct) e della conseguente inattività, a luglio è stata infatti firmata dall’Autorità di sistema portuale (Adsp) del Mar Ionio la concessione alla Terminal San Cataldo S.p.A., controllata da Yilport Holding con sede a Istanbul.

Dopo l’addio di Evergreen, a Taranto dal 2001 e azionista di maggioranza insieme ad Hutchison, il Terminal container era rimasto fuori dal giro dei grandi vettori marittimi per un lungo periodo, fino alle candidature di quattro diversi soggetti interessati, tra cui Yilport e Consorzio Southgate Europe Terminal, con la prima che ha avuto la meglio dopo un contenzioso risolto dal Tar di Lecce.

Il progetto ambizioso di Yilport al porto di Taranto

Yilport, controllata al 100% da Yildirim Holding A.S. (titolare unica del 24% della francese CMA CGM, attualmente al quarto posto nel ranking mondiale del trasporto di container dopo i cinesi di Cosco) è il 13° operatore al mondo nel settore terminal per volumi di attività.
I turchi hanno ottenuto dall’Autorità portuale di Taranto una concessione per i prossimi 49 anni, insediandosi su una banchina lunga 1.900 metri, valorizzata dagli interventi di ampliamento costati circa 70 milioni di fondi pubblici.

L’obiettivo è quello di creare un terminal multipurpose, con traffici commerciali e logistici più ampi e differenziati rispetto a quelli attuali, ancora troppo condizionati dal settore dell’acciaio.
Yilport si impegna infatti a sviluppare maggiormente la movimentazione di container e merci varie e a collaborare con gli operatori locali per il trasporto di breakbulk cargo, project cargo e traffico ro-ro (roll-on roll-off).

Nel suo primo terminal italiano, Yilport si sta occupando dell’iniziale fase di manutenzione, prevista tra settembre e dicembre 2019, durante la quale effettuare il revamping delle prime 4 gru per poi rimettere progressivamente a punto tutto il parco gru del molo polisettoriale di Taranto.
Una volta terminata la manutenzione sarà possibile partire con il primo traffico merci in programma per gennaio 2020, concentrando gli investimenti su nuove infrastrutture e tecnologie, così come su nuovi accordi commerciali che permetteranno di creare centinaia di posti di lavoro e di riassorbire gradualmente il personale rimasto senza lavoro.
In seguito all’uscita di Evergreen, i circa 480 addetti ex Taranto container terminal sono stati presi in carico dall’Agenzia per il lavoro portuale, creata a fine 2016 per gestire la crisi degli scali di transhipment di Taranto, Gioia Tauro e Cagliari.

Secondo i piani di Robert Yuksel Yildirim, CEO e Presidente di Yilport, il progetto del porto di Taranto prevede di movimentare 100-200 mila TEU all’anno, per poi raggiungere 1 milione di TEU entro il 2025 e arrivare un po’ alla volta alla capacità massima del molo polisettoriale di 2,5 milioni di TEU.Yilport pianifica inoltre di espandere la capacità di gestione annuale a oltre 4 milioni di TEU tramite investimenti nei prossimi 10 anni.

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Con Cosco la Nuova Via della Seta passa per Taranto

Le opportunità per il porto di Taranto hanno visto un’ulteriore accelerata in seguito all’accordo di collaborazione recentemente raggiunto da Yilport con Cosco (sigla della China Ocean Shipping Company, con sede a Pechino), già attiva al terminal di Vado Ligure.
Taranto si è difatti rivelata strategica per le rotte della Belt and Road Initiative, il progetto varato dal governo di Pechino per creare percorsi, via mare e via terra, destinati al trasporto delle merci dalla Cina all’Occidente. Grazie all’intesa tra Robert Yuksel Yildirim e il capitano Xu Lirong, Presidente di Cosco Shipping, la Nuova Via della Seta passerà dunque anche per il porto di Taranto, pronto ad accogliere le mega navi container provenienti dall’Asia.

I numeri di Cosco

Nei primi 6 mesi del 2019, il terzo operatore mondiale nel segmento container ha ottenuto ricavi del valore di 10 miliardi di dollari, registrando un +59,3% rispetto allo stesso periodo del 2018, grazie all’acquisizione della Orient Overseas Ltd. di Hong Kong e della Orient Overseas Container Line.
In totale, relativamente al periodo gennaio-settembre 2019, il traffico movimentato dai terminal di Cosco è di 76,48 milioni di TEU, il 4,5% più alto rispetto ai primi nove mesi del 2018, con ricavi pari a 772,6 milioni di dollari.

Taranto si candida dunque a tornare uno snodo cruciale per il trasporto via mare e intermodale, e una delle città portuali più importanti d’Europa.
Una possibilità resa ancora più concreta grazie alla nascita della Zes, (la Zona Economica Speciale interregionale jonica che si estende da Taranto a Martina Franca, Massafra, Francavilla e Grottaglie, arrivando fino in Basilicata), grazie a cui le imprese che investono all’interno della Zona speciale possono godere di sgravi fiscali, basilari per la crescita dei traffici portuali.

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